Pronti a rimettervi in sella? Lasciata la sponda romagnola, il corso dell’Idice ci porta a Castenaso, il perfetto trait d’union tra la città e la pianura.
Se passate da queste parti, la prima tappa obbligatoria è il MUV (Museo della Civiltà Villanoviana) a Villanova: qui, dove a metà dell’Ottocento nacque l’archeologia etrusca, oggi trovate un museo super moderno con installazioni interattive e una vera capanna antica ricostruita nel cortile (https://muvcastenaso.it/). Poco distante, per gli amanti dei luoghi dal fascino decadente e un po’ dark academia, c’è Villa Gozzadini: una splendida dimora cinquecentesca che oggi versa in stato di abbandono, il che — ammettiamolo — le dona una carica romantica pazzesca (https://www.castenaso-welcome.it/villa-gozzadini/).
Il modo migliore per esplorare la zona? Pedalando sulla Ciclovia delle Antiche Paludi Bolognesi: 45 km di relax totale seguendo il fiume fino al Delta del Po. In estate non sarà aria freschissima, d’accordo, ma è pur sempre aria di campagna! (https://www.cicloviaantichepaludibolognesi.it/). Tra l’altro, se passate da Castenaso a settembre, farete un salto nel tempo con “Legiones in Agro Boiorum”, una spettacolare rievocazione romano-celtica che accende il territorio grazie alla rete associativa AiCS (https://www.legionesinagroboiorum.net/).
Continuando a pedalare lungo la Ciclovia, eccoci finalmente nel cuore della “Bassa” bolognese, pronti a scoprire tre chicche alternative tra Budrio, Medicina e Molinella.
A Budrio, patria della famosa ocarina di terracotta, vi imbatterete nell’Albero delle Ocarine: una bellissima opera di street art in ceramica con le foglie che si trasformano in strumenti musicali (https://www.budriowelcome.it/lalbero-delle-ocarine/).
Spingendoci verso Medicina — il cui nome, dice la leggenda, deriva da un brodo miracoloso che guarì l’imperatore Barbarossa — troviamo l’Oasi del Quadrone: ben 270 ettari di natura protetta e specchi d’acqua, il paradiso assoluto per staccare la spina e fare un po’ di birdwatching (https://extrabo.com/it/itinerario/oasi-del-quadrone/).
Infine facciamo tappa a Molinella, che un tempo doveva il suo nome ai mulini sull’Idice e oggi è diventata una galleria d’arte a cielo aperto. Le sue strade sono tempestate di splendidi murales contemporanei che raccontano la natura, il mito e la memoria locale, comprese le storiche lotte partigiane (https://www.passiepassioni.it/street-art-a-molinella-guida-ai-murales/).
Gambe in spalla, la pianura ha ancora un sacco di storie da raccontare!










