Si è conclusa con una grande partecipazione la Rimini Rainbow Cup 2026, il torneo di beach volley promosso da Arcigay Rimini “Alan Turing” e AICS Rimini, con il patrocinio del Comune di Rimini e nell’ambito del Progetto A.L.I.A.S., cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna. La manifestazione ha coinvolto complessivamente 181 partecipanti, ai quali si sono aggiunte numerose persone accompagnatrici: 155 atlete e atleti hanno preso parte al torneo 3×3 di sabato, mentre 26 si sono sfidati nel torneo 2×2 disputato domenica.

Numeri che confermano la continua crescita della Rimini Rainbow Cup, capace di richiamare sulla spiaggia riminese persone provenienti da numerose città italiane e anche dall’estero. Dalla Lombardia sono arrivati partecipanti da Milano, Bergamo, Brescia e Codogno; dall’Emilia-Romagna da Bologna, Reggio Emilia, Rimini e Modena; dalla Toscana da Firenze, Pisa e Siena. Presenti inoltre atlete e atleti provenienti da Padova, Treviso, Verona e Venezia per il Veneto, oltre che da Pesaro, Roma e Bolzano.

La dimensione internazionale dell’evento è stata confermata dalle presenze provenienti dalla Svizzera e dal Perù. Per due giornate i campi allestiti tra Community 27, Bagno 28 Otello e Bagno 26 Tiki hanno ospitato partite, momenti di socialità e occasioni d’incontro, in un clima accogliente e inclusivo. La manifestazione ha saputo coniugare competizione sportiva e divertimento, riaffermando il proprio obiettivo: creare attraverso lo sport uno spazio aperto e sicuro. Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini “Alan Turing”, sottolinea il valore culturale e sociale della manifestazione: «Lo sport ha sempre un valore culturale, ma nella Rimini Rainbow Cup vive anche un profondo valore democratico, è il luogo in cui un diritto astratto diventa qualcosa che tocca la vita delle persone. La libertà di esprimersi smette di essere solo un principio e diventa una cosa reale, un’esperienza, una pratica. In questi due giorni ogni partecipante ha potuto essere apertamente ciò che è, rappresentarsi nel modo che sentiva più adeguato e in un luogo sicuro, divertendosi e gareggiando senza dover subire giudizi o discriminazioni. Questa è da sempre l’essenza delle nostre battaglie per i diritti delle persone LGBTQI+ e il nostro contributo alla libertà di tutte e tutti».

Alla manifestazione ha partecipato anche Fabrizio Gherardi, responsabile nazionale del settore Beach Volley AICS, la cui presenza ha rappresentato un importante riconoscimento per il percorso di crescita intrapreso dall’evento. Fondamentale è stato il contributo delle oltre trenta persone volontarie che, durante le giornate di gara oppure lavorando dietro le quinte, hanno messo a disposizione tempo, energie e professionalità, rendendo possibile la buona riuscita della manifestazione e garantendone l’elevata qualità organizzativa.

Gabriel Corbelli, presidente di AICS Rimini, dichiara: «Il risultato più importante non è rappresentato soltanto dai numeri, ma dal clima che si è creato durante l’intero fine settimana. La partecipazione, l’entusiasmo e i tanti riscontri positivi ricevuti confermano il valore sportivo e sociale della Rimini Rainbow Cup. Il nostro ringraziamento va a tutte le persone volontarie, alle realtà che hanno collaborato e a chi ha scelto di partecipare, arrivando anche da molto lontano».

L’organizzazione è già al lavoro per la prossima edizione, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la partecipazione senza perdere la qualità, l’attenzione verso le persone e l’atmosfera inclusiva che negli anni sono diventate gli elementi distintivi della Rimini Rainbow Cup.